Nelle scorse settimane alcuni collegi docenti di scuola media hanno reagito criticamente all’imposizione del cosiddetto Protocollo quarantene da parte delle autorità scolastiche. Lo hanno fatto attraverso lettere e prese di posizione che riteniamo importante pubblicare, assieme alla risposta che il direttore della Divisione Scuola, Emanuele Berger, ha rivolto alla prima sede scolastica intervenuta, la SM di Canobbio.

Lettera della SM di Canobbio

Egregio signor Berger,

dopo aver letto il documento “Protocollo quarantene individuali, di gruppo, di classe” ci sembra opportuno farle conoscere il punto di vista della nostra sede. Premettiamo che condividiamo l’importanza delle finalità esplicitate nel documento, ovvero:

  • gestire in maniera efficace il proseguimento della scolarizzazione di chi è presente in classe;
  • garantire agli assenti messi in quarantena il diritto allo studio in un contesto il più possibile sereno;
  • assicurare il rientro nel normale corso formativo “in presenza” di coloro che sono stati assenti per periodi più o meno lunghi per ragioni legate al contenimento della diffusione del virus.

Riteniamo però che parte delle disposizioni emanate nei punti successivi siano irrealizzabili e non tengano conto di quanto è stato messo in campo dalla nostra sede scolastica.

Infatti già a settembre il nostro collegio dei docenti si è interrogato su quali fossero le modalità più efficaci per garantire continuità di apprendimento anche agli allievi che dovevano assentarsi a causa dell’attuale situazione pandemica. Tra l’altro, con questo obbiettivo, la maggior parte dei docenti della nostra sede (ben 27) ha seguito il corso “Idee e strumenti per una didattica a distanza”.

Dopo un lungo e costruttivo dibattito, eravamo giunti, con la soddisfazione di tutti, alla seguente decisione: ogni docente è responsabile di verificare che i propri allievi assenti per quarantena ricevano il materiale scolastico necessario per rimanere al passo con il resto della classe (in caso di quarantene individuali o di gruppi ridotti). La modalità con cui questo avviene è a discrezione del docente, nel rispetto della sua autonomia didattica e della sua coscienza professionale.

Per alcuni casi la modalità scelta è Moodle, ma in altri casi, proprio per il tipo di contenuti o per la preferenza del docente, è più funzionale una telefonata, un collegamento via Teams oppure una consegna diretta al domicilio dell’allievo del materiale cartaceo.

Al collegio docenti non era dunque sembrato utile focalizzarsi sul mezzo di comunicazione fra docente e allievo, ma garantire che gli allievi costretti a casa ricevessero effettivamente materiali e insegnamenti.

Ricordiamo anche che la nostra sede durante il periodo di lockdown è stata una delle poche a continuare a lavorare in griglia, mantenendo invariata la dotazione oraria delle diverse discipline, il tutto utilizzando sempre Moodle e/o Teams. Da parte nostra non vi è quindi un rifiuto ad utilizzare questa piattaforma, ma in buona sostanza chiediamo di poter beneficiare anche a distanza della stessa autonomia didattica di cui ancora, per il momento, beneficiamo in presenza. L’aspetto creativo e di autonomia del lavoro di insegnante rappresentano caratteristiche imprescindibili, soprattutto in un periodo di difficoltà come questo.  

Nel primo paragrafo della lettera ai direttori che introduce il suo documento, lei fa riferimento al fatto che “tutte le componenti della scuola si sono notevolmente impegnate…” durante il periodo della pandemia.

Ci giunge quindi sorprendente e di difficile applicazione questa esigenza di “allineare la gestione delle situazioni di quarantena”, in quanto, a nostro avviso si presentano due tipologie di problemi: da un lato la disomogeneità e la frequente inadeguatezza degli equipaggiamenti informatici a disposizione delle diverse sedi del Cantone; dall’altro la peculiarità di alcune materie, quali per esempio educazione visiva, arti plastiche, educazione fisica e italiano, che non sempre si adattano al modello proposto con la piattaforma Moodle, che risulta talvolta limitante, e per tutte le materie, dispendiosa sul piano delle ore di lavoro del docente.

Come e in che modo la vostra fiducia nell’operato degli insegnanti non trova più corrispondenza nei criteri di adeguatezza e impegno per fronteggiare le quarantene?

Dove è la flessibilità in un sistema prescrittivo che di fatto sfiducia le azioni e le scelte dei docenti e crea nelle famiglie l’illusione di una omogeneità che nella realtà non esiste?

Anche durante la consulta con i presidenti dei plenum del 2 dicembre, è emersa chiaramente la disomogeneità di  condotta fra le sedi; il documento del dipartimento uniformante non tiene conto di ciò e crea nelle famiglie l’illusione di un’omogeneità che nella scuola reale non esiste. Ci è inoltre sembrato che tale consulta sia soprattutto servita a estrapolare i dati su cui si è basato per definire il documento  dell’8 gennaio, anche se in quell’occasione non hanno parlato tutti i presidenti di sede, né è stata specificata o introdotta in modo palese da parte sua la volontà di muoversi verso un documento come questo. Noi nutriamo la speranza che queste consulte dei presidenti dei plenum abbiano l’obbiettivo di coinvolgerci in modo costruttivo nei passi da intraprendere per rendere sempre migliore e più funzionale la nostra scuola. Non è certo basandosi sugli interventi dei presidenti di plenum che hanno voluto esprimersi il 2 dicembre che è possibile ottenere una radiografia seria e completa del funzionamento delle varie sedi in questo momento. La consulta ha ben mostrato le differenze abissali esistenti tra le varie sedi di scuola media, prima fra tutte la differenza di dotazione informatica, e ha inoltre indicato che l’abbattimento di tali differenze è la strada maestra da seguire.

Ora, guardando alla situazione concreta della nostra sede, il Plenum della Scuola media di Canobbio ritiene che quanto richiesto nel documento “Protocollo quarantene individuali, di gruppo, di classe” dell’8 gennaio non sia realizzabile per i seguenti motivi:

  • la nostra sede non dispone delle risorse informatiche che permetterebbero in caso di quarantena di classe di svolgere l’ora di classe via Teams, così come un’ora lezione per ogni materia e due ore lezione per matematica e italiano. Questo quantomeno per quanto riguarda quei docenti che dovrebbero gestire queste lezioni mentre si trovano in sede, tra una lezione in presenza e un’altra. La stessa situazione tecnologicamente deficitaria la si ritrova inoltre al domicilio di molti nostri allievi: durante il periodo di chiusura della scuola sono stati consegnati una quarantina di PC ad allievi che ne erano sprovvisti;
  • per gli stessi motivi ci sembra ancor più irrealistico svolgere lezioni contemporaneamente in presenza e a distanza nel caso in cui sia assente un gruppo di allievi. Ci chiediamo inoltre se vi è stata una riflessione riguardo all’enorme sovraccarico di lavoro che viene chiesto ai docenti, che dovrebbero riuscire a gestire contemporaneamente la lezione in aula e a distanza, le notevoli difficoltà legate all’uso di tecnologie che permettano di svolgere questo tipo di video lezione e infine che dovrebbero pure dare riscontri regolari, correggere quanto svolto da chi è a casa e riprendere i concetti trattati una volta che questi allievi rientrerebbero a scuola.
  • è impensabile convocare i consigli di classe con preavviso praticamente nullo per coordinarvi il lavoro durante le quarantene così come è inaccettabile che un docente di classe debba contattare tutti gli allievi della propria classe durante i primi due giorni di quarantena per definire le modalità organizzative della didattica a distanza. Parliamo di docenti che svolgono il loro lavoro in presenza. Parliamo pure di docenti che possono avere fino a 12-13 classi da seguire in sede (per esempio un docente di visiva a tempo pieno). Parliamo inoltre di docenti che possono insegnare a tempo parziale e che hanno il diritto di avere altre attività oltre alla scuola.

A fronte delle sopracitate considerazioni, ci sembra importante sottoporre alla sua attenzione la necessità di considerare l’impegno richiesto ai docenti nel vostro intento di uniformare e informatizzare la gestione dei periodi di quarantena, sia per quanto concerne gli aspetti pratici e organizzativi del docente, sia sul piano del carico lavorativo.  

Per concludere, nella speranza che le nostre considerazioni abbiano potuto apportare interessanti spunti di riflessione, ci auguriamo voglia continuare ad accordare fiducia nell’impegno che i docenti impiegano nello svolgere degnamente il loro lavoro anche in queste condizioni estremamente complesse, garantendoci libertà di applicazione delle indicazioni contenute nel documento in questione. 

A nome del Plenum dei docenti della Scuola media di Canobbio,

le presidenti Sara Delucchi Zambelli e Barbara Fè Cretton

Il collegio docenti della SM di Stabio in merito al “Protocollo quarantene”

Esprimiamo il nostro appoggio alla presa di posizione della scuola media di Canobbio!

Ci troviamo in un momento impegnativo: l’équipe di Sostegno, nelle riunioni interne, riferisce dell’accresciuto bisogno di aiuto che i ragazzi della scuola oggi manifestano, sia dal punto di vista pedagogico che dal punto di vista psicologico. Questa situazione sembra essere una delle conseguenze del lockdown della scorsa primavera e si verifica per moltissimi ragazzi, in particolare forse di più per i casi considerati “difficili” e per i ragazzi di prima media, appena accolti nel nuovo ordine scolastico. Per arginare questo problema avremmo bisogno di risorse in più, per poter rispondere in modo davvero efficace alle sfide poste alle istituzioni educative da parte di una società, sempre più fragile e provata da questa crisi.

In merito alla presa di posizione della Scuola media di Canobbio, ci sentiamo di condividere pienamente i contenuti in essa affermati e riteniamo che sia importante ribadire il valore dell’autonomia didattica tra sede e sede, tenendo in considerazione le notevoli differenze che contraddistinguono le diverse realtà del Cantone, quanto a dotazione tecnologica e tessuto sociale.

La nostra sede, peraltro, non sarebbe affatto pronta, dal punto di vista tecnologico, a realizzare quelle lezioni con allievi contemporaneamente in presenza e a distanza, che sono invece consigliate nel “Protocollo quarantene” emanato dal DECS.

L’esperienza del lock-down primaverile ha evidenziato quanto sia importante, da parte dei docenti, relazionarsi nel modo più adatto con gli allievi e le loro famiglie, tenendo conto delle molteplici situazioni esistenti, delle loro difficoltà e della variabile competenza a livello informatico dei singoli individui.

In questo contesto, non ci sembra risolutivo rendere obbligatorio l’utilizzo della piattaforma Moodle per mettere i materiali didattici a disposizione degli allievi in quarantena. Concordiamo con i colleghi di Canobbio infatti quando dicono che l’adozione di questa scelta da parte di tutte le sedi realizzerebbe un’uniformità forzata, limitazione dell’autonomia didattica e portatrice di un’idea (illusoria) di omogeneità, sia in chi dirige la Scuola che nelle famiglie.

Tale omogeneità non esiste nella scuola reale e, cercando di realizzarla, si rischia di togliere l’energia e la forza ai docenti, i quali ogni giorno lavorano per adeguare al meglio le proposte didattiche, tenendo conto delle differenti sensibilità degli allievi, che sono una ricchezza inalienabile e non possono essere ingabbiate e incasellate a priori.

Piuttosto ci sembra giusto, come affermato dai colleghi di Canobbio, che ogni docente sia responsabile di verificare che i propri allievi assenti per quarantena ricevano il materiale scolastico necessario per rimanere al passo con il resto della classe (in caso di quarantene individuali o di gruppi ridotti). La modalità con cui questo debba avvenire sarà a discrezione del docente, nel rispetto della sua autonomia didattica e della sua coscienza professionale.

Sarebbe necessario ricevere, da parte degli Esperti, indicazioni e piste didattiche da seguire, per poter reagire a una situazione così particolare. Per quanto riguarda l’insegnamento dell’italiano per esempio, come si potrebbero organizzare, con gli attuali strumenti, il lavoro di laboratorio in quarta o, ancora, lo studio della poesia?

In ogni caso, se a mancare fossero solo pochi allievi (uno, due o tre per classe), ci pare importante continuare a contare sui compagni incaricati di tenere il materiale per gli assenti: in questo modo si continua a responsabilizzare gli allievi che, non solo si fanno da tramite tra la scuola e la casa dell’allievo assente, ma si organizzano anche per spiegare le varie attività rafforzando la collaborazione e i contatti fra i ragazzi.

Diverso naturalmente sarebbe se dovesse presentarsi una quarantena di classe e un eventuale scenario 2.

Anche l’obbligo, menzionato nel documento, di tenere accesi microfoni e telecamere da parte di docenti e allievi lascia perplessi: l’immagine del docente, ma non solo, potrebbe essere usata e ridicolizzata e si introdurrebbe un obbligo dall’alto che non permetterebbe di tener conto delle particolarità delle singole situazioni familiari degli allievi.

Per tutti questi motivi appoggiamo la posizione della Sme di Canobbio e ci auguriamo che la discussione su questi temi possa essere matura e proficua. Ad esempio, auspichiamo che le occasioni di dialogo come le riunioni di Consulta tra Capo ufficio SIM e Presidenti dei Plenum non passino sotto silenzio e siano invece un momento per mantenere aperto in esse il dialogo tra i diversi attori che, ogni giorno, fanno la scuola media.

Collegio docenti Stabio

Presa di posizione sul Protocollo quarantene della scuola media di Bellinzona 1

Egregio signor Bertoli,

in data 1 febbraio si è riunito il plenum della scuola media di Bellinzona1 e, tra gli altri temi all’ordine del giorno, ha affrontato il “Protocollo per le quarantene individuali, di gruppo e di classe” per dare voce al disagio che questo documento aveva provocato. Di seguito, e in sintesi, alcuni punti critici emersi durante la discussione sulle assenze individuali.

Autonomia di sede

Nella nostra sede abbiamo adottato delle direttive valide e condivise per le quarantene individuali già a settembre. Imporre delle direttive su base cantonale non considera a sufficienza il principio di equità dei ragazzi di scuola media, visto che esso si sviluppa anche tenendo conto delle peculiarità dei luoghi dove gli allievi vivono.

Costi e benefici

Il protocollo prevede che tutti i docenti mettano a disposizione dell’allievo assente materiali su cui possa lavorare “in modo autonomo”. Sappiamo bene – i webinar sul tema lo hanno ribadito – che non può trattarsi della stessa scheda da utilizzare con i compagni in presenza: il materiale deve essere riorganizzato e trasposto, progettato in maniera efficace e corredato da frequenti feedback. Tutto questo richiede ai docenti un enorme carico di lavoro supplementare che, purtroppo, non si traduce in un apprendimento altrettanto efficace: l’autonomia richiesta dalla scuola a distanza è infatti uno degli obiettivi della scuola dell’obbligo, non un prerequisito, ed è raggiungibile, nel corso di quattro anni, solo grazie all’enorme lavoro del corpo docente sulla relazione, sulla motivazione e sulle metodologie didattiche all’interno di ogni disciplina.

Derive future

Ci chiediamo quali conseguenze possa avere questo protocollo sulle attese dei genitori: come rispondere a chi chiederà lo stesso trattamento per un’assenza di una qualsiasi durata e dovuta ad altre ragioni? E come contenere le richieste dei genitori, già in forte aumento, sulla reperibilità del docente 24 ore al giorno e per 7 giorni alla settimana?

Ulteriori dubbi sono emersi per le altre forme di quarantena. Ad esempio, per quelle di gruppo, ci è sembrato impraticabile il suggerimento di una lezione “duale”, prevista cioè contemporaneamente per gli allievi in classe e per i loro compagni a casa.

Per queste ragioni, il plenum di Bellinzona 1 chiede che il DECS riveda il “Protocollo per le quarantene individuali, di gruppo e di classe”.

A nome del Plenum dei docenti della scuola media di Bellinzona 1,

il presidente Francesco Iadicicco