Sulla vertenza parcheggi scolastici

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Ott 182011
 

Care colleghe, cari colleghi,

nel documento Fermiamo la deriva della scuola pubblica del marzo 2009, le associazioni magistrali e i sindacati denunciavano il deterioramento della formazione in Ticino, dovuto in grande misura alla “diminuzione delle risorse finanziarie che il nostro cantone mette a disposizione della formazione”. Riflessione ripresa e ampliata recentemente dal Movimento della Scuola nel documento Otto temi per la scuola, nel quale si ribadisce che, per rafforzare l’attrattiva della professione di insegnante, è “indispensabile tornare a investire nell’educazione, sia proponendo dei salari adeguati alla funzione, sia migliorando le condizioni lavorative del docente”.
Purtroppo, anche di recente, le scelte concernenti la retribuzione del nostro lavoro continuano ad andare in tutt’altra direzione. È di qualche giorno fa l’annuncio dell’ennesima proposta di taglio ai salari dei dipendenti dello Stato (l’abolizione dell’indennità per economia domestica versata a coloro che hanno figli minori di 12 anni); è inoltre in procinto di essere varato definitivamente l’aumento del costo dei parcheggi scolastici.

Quest’ultima misura ha suscitato molte perplessità in un corpo insegnante già esasperato dalla continua diminuzione delle risorse a disposizione a fianco di una crescita esponenziale dell’onere lavorativo e dei compit i assegnati. In alcune sedi vi è chi, comprensibilmente, sta valutando la possibilità di trovare soluzioni alternative e localmente praticabili per evitare l’affitto dei posteggi dello Stato: da quelle di stampo più ecologico, come l’uso dei mezzi pubblici e l’organizzazione di car sharing tra i docenti della sede, a quelle di ordine più finanziario, come l’utilizzo di aree comunali o private dai costi inferiori a quelli fissati dal DFE. Ci sembra importante che la risposta a questa questione – come a tante altre – superi la dimensione individuale per diventare collettiva: ci sembra essere l’unica strada praticabile per poter far sentire la nostra voce e rendere visibili le nostre esigenze.
Vi invitiamo pertanto a riflettere sull’opportunità di dar vita a iniziative di protesta e di dissenso all’interno della vostra sede, comunicandocele appena possibile affinché il vostro esempio possa servire da spunto anche per altri. Da parte nostra ci assumeremo volentieri il compito di mettere in rete le diverse proposte.

Nella speranza di aver saputo dare voce a uno dei molti disagi vissuti all’interno della complessa realtà scolastica, un caro saluto.

Il Comitato del Movimento della Scuola
18 ottobre 2011