Nov 232016
 

Il Collegio dei docenti del Liceo di Bellinzona ha preso conoscenza sia del progetto di nuova Legge sugli stipendi degli impiegati dello Stato e dei docenti attualmente di fronte al Gran Consiglio, sia delle prime indicazioni relative alla nuova classificazione dei dipendenti sulla base della nuova Scala stipendi e formula le seguenti osservazioni.
1.La nuova Scala stipendi prevede 20 classi di stipendio, per ognuna di esse sono previsti 24 aumenti annuali (scatti). Il passaggio dalle attuali 30 scale di stipendio alle 20 previste dalla nuova legge può certamente rappresentare un’utile semplificazione; ma a fronte di ciò suscita serie riserve il prolungamento delle carriere (24 scatti annuali) di fronte agli attuali 10 scatti (fino alla classe 27) o ai 15 scatti annuali per quelle successive.
Queste riserve nascono da diverse considerazioni:

  • attualmente, l’inserimento nel mondo del lavoro avviene in genere molto più tardi rispetto al passato ed è sempre più rara una carriera completa all’interno dell’amministrazione cantonale o della scuola;
  • la politica salariale condotta dai governi succedutisi negli ultimi due decenni ha, a più riprese, rimesso in discussione gli aumenti annuali (l’ultima volta lo scorso anno); ebbene, nella nuova legge non vi sono indicazioni tali da escludere che questo comportamento del governo non si ripeta nei prossimi anni. Ad esempio, il progetto di revisione di legge contempla ancora la possibilità che i neoassunti percepiscano uno stipendio fino a due classi inferiore rispetto a quello minimo previsto per la funzione (art. 10);
  • il corpo insegnante è oggi costituito, in diversi ordini di scuola e complessivamente, prevalentemente da donne che, per ragioni familiari, sono spesso costrette a interrompere per periodi relativamente lunghi le loro carriere professionali;
  • appare evidente, sia in ambito scolastico che in seno agli altri settori dell’amministrazione, come la possibilità di percorrere una carriera lineare e completa sia sempre meno probabile. In altre parole, è assai concreto il rischio che, a seguito della revisione della legge, un numero consistente di dipendenti cantonali non arrivi a completare la propria carriera salariale.

2. In alcuni ordini di scuola gli adeguamenti dei minimi e dei massimi di carriera previsti dalla revisione di legge appaiono assai limitati. Nel settore medio, ad esempio, il vantaggio ad inizio carriera sarà di 2’730 franchi annui, ossia poco più di 200 franchi al mese; mentre l’incremento del salario massimo a fine carriera sarà di 3’529 franchi, ossia 271 franchi al mese. Per il settore medio superiore l’aumento del minimo salariale ammonterebbe a 878 franchi l’anno (67 franchi al mese!), mentre il nuovo massimo aumenterebbe di 2’162 franchi (166 franchi al mese).
Negli altri settori in cui il miglioramento risulta più sensibile, in particolare nel settore delle scuole comunali, con la parificazione tra scuola dell’infanzia e scuola elementare, va ricordato come esso non rappresenti che un parziale e ridottissimo recupero di un ritardo salariale che, da tempo ormai, risulta incomprensibile e ingiustificabile.
Questi miglioramenti devono tuttavia essere contestualizzati all’interno dell’evoluzione della politica del personale e della politica salariale di questi ultimi anni. Una politica caratterizzata da una miriade di misure (contributi di solidarietà, blocco degli scatti, concessione parziale del rincaro, abolizione di diverse indennità, aumento del premio di cassa pensione, ecc.) che ha di fatto ridotto – e in modo tangibile – il salario dei dipendenti del Cantone. Gli insegnanti hanno addirittura dovuto subire, senza contropartita, un aumento del numero delle ore di lezione. Proprio in seguito a questa erosione salariale, subita per anni, si aspettavano – come era stato prospettato – che questa riforma li risarcisse, seppur parzialmente, di quanto perso negli ultimi vent’anni. Così non è stato.

3. Dalle indicazioni emerse, relative alla nuova classificazione dei dipendenti sulla base delle nuove classi di stipendio, si constata inoltre che i salari minimi di diverse categorie del pubblico impiego subiranno un’importante ed incomprensibile penalizzazione. Per quel che riguarda la scuola, ad esempio, dobbiamo segnalare la riduzione di oltre il 15% dei nuovi salari di partenza dei bibliotecari (pari a una diminuzione di 11’518 franchi l’anno).

4. Va infine ricordato che il messaggio non fa chiarezza sui criteri di passaggio dal vecchio al nuovo sistema. L’adeguamento è previsto per il 1° settembre 2018. Per i docenti è previsto – così recita il messaggio – con l’adeguamento dello stipendio “all’aumento immediatamente superiore della nuova classe salariale”. Non è chiaro se tale adeguamento sostituirà di fatto il normale scatto di anzianità al quale i docenti avrebbero diritto a settembre 2018. Se così, avremmo le seguenti possibili
conseguenze:

– La quasi totalità dei docenti percepirebbe un aumento più basso (in alcuni casi esiguo) rispetto al normale scatto di anzianità.

– Il passaggio “all’aumento immediatamente superiore della nuova classe salariale” comporterebbe per i docenti con meno di 15 scatti di anzianità nella vecchia scala un adeguamento allo stesso scatto o, addirittura, ad uno scatto in meno nella nuova scala salariale; in questo modo si ritarderebbe di un anno, rispettivamente di due, il raggiungimento del nuovo massimo salariale.

È indubbio che questo tipo di misure non contribuisce certamente a migliorare né l’immagine né l’attrattività della scuola e delle professioni che vi si esercitano.

Alla luce di queste considerazioni, il Collegio dei docenti del Liceo di Bellinzona

a) invita il governo a congelare il messaggio sulla revisione della Legge sugli stipendi degli impiegati dello Stato e dei docenti e ad avviare una capillare procedura di consultazione che coinvolga funzionari e docenti e che consenta loro di formulare osservazioni e proposte in merito sia al progetto di legge presentato che alle proposte di classificazione delle differenti funzioni.

b) rivolge un appello alle organizzazioni attive nel mondo della scuola affinché, nelle prossime settimane, promuovano azioni di mobilitazione che permettano a funzionari e docenti di esprimere pubblicamente il proprio dissenso nei confronti del progetto di legge e delle proposte di classificazione delle differenti funzioni presentate dal governo.

Testo approvato il 17 ottobre 2016 dal collegio (una sola astensione e nessun voto contrario)

Spiacenti, i commenti sono chiusi.