Nov 232016
 

Il Collegio dei docenti della Scuola cantonale di commercio di Bellinzona,
il Collegio dei docenti del Liceo cantonale di Lugano 1,
il Collegio dei docenti del Liceo cantonale di Mendrisio,
i docenti del Liceo cantonale di Bellinzona,
e i docenti del Liceo cantonale di Locarno che hanno aderito a questa presa di posizione

si rivolgono ai membri del Gran Consiglio in merito alla revisione totale della Legge sugli stipendi degli impiegati dello Stato e dei docenti (LStip) che prossimamente approderà sui banchi del Parlamento (Messaggio no. 7181).

In questa sede si rinuncia a entrare nel merito dei vari problemi connessi con la revisione di questa legge e si rinvia alla risoluzione del 17 ottobre 2016 del Collegio dei docenti del Liceo di Bellinzona, nonché alle altre prese di posizione sul tema diramate dalle organizzazioni sindacali e dalle altre assemblee del personale dell’amministrazione cantonale.

L’urgenza di questa presa di posizione riguarda la modalità di applicazione della nuova scala stipendi secondo l’art. 41 (“Norma transitoria: adeguamento salari alle nuove classi”) del progetto di legge.

Il passaggio alla nuova scala stipendi, così come risulta allo stato attuale, non pare in linea con quanto asserito nello stesso Messaggio a pag. 1 («La nuova scala degli stipendi non comporterà pertanto, in altri termini, riduzioni di salario per nessun impiegato già in servizio al momento dell’entrata in vigore della nuova legge»).

In realtà, invece, la modalità di adeguamento salariale prospettata dalla nuova legge comporterà, nel corso della carriera di molti dipendenti, una diminuzione complessiva della retribuzione rispetto alla situazione attuale, anche nel caso in cui la nuova classe di stipendio preveda un salario (d’entrata e massimo) uguale o superiore a quello della vecchia classe.

Questa diminuzione della retribuzione trae fondamentalmente la sua origine da diversi fattori. Innanzitutto, l’aggancio alla nuova scala stipendi avviene in sostituzione dell’annuale scatto d’anzianità, ciò che, nella maggior parte dei casi, comporta una perdita salariale (il guadagno ottenuto con l’aggancio alla nuova scala è infatti sensibilmente inferiore all’aumento annuale previsto dalla vecchia scala). Questo minor guadagno si traduce così in una diminuzione permanente della retribuzione sull’arco della restante carriera. In secondo luogo, la nuova scala stipendi prevede un allungamento della carriera e quindi una riduzione degli aumenti annuali, ciò che comporta un importante aumento degli anni di lavoro necessari a recuperare il mancato guadagno dovuto al passaggio alla nuova scala.

Riteniamo questo fatto ingiusto e non giustificabile per le seguenti ragioni.

1. L’aggancio alla nuova scala, se non accompagnato dallo scatto d’anzianità che in quel momento spetterebbe al dipendente, colpisce in modo diseguale e casuale i dipendenti inseriti addirittura in una medesima classe di stipendio: trovarsi casualmente davanti al 6° o al 12° scatto produce effetti diversi sull’arco di tutta la carriera (vedi grafico e tabella allegati).

2. Questa riduzione del salario colpisce diverse categorie di dipendenti dello Stato, docenti compresi. Ad esempio, nel settore delle scuole medie superiori, verrebbero colpiti maggiormente proprio quegli insegnanti che attualmente si trovano in corso di carriera e che hanno già subito maggiormente le varie misure di risparmio degli ultimi anni (blocco degli scatti, riduzione dello stipendio iniziale di due classi, ecc.).

3. Questa situazione concerne pure i settori del servizio pubblico esterni alla scuola, compresi quei dipendenti che da anni vedono costantemente ridimensionata la propria retribuzione a fronte dei compiti sempre più complessi che il cittadino ticinese si aspetta che assolvano.

4. La presunta neutralità finanziaria complessiva del passaggio al nuovo sistema retributivo è quindi in realtà costruita su una ripartizione ineguale dell’onere finanziario tra i dipendenti dello Stato. In altre parole la riqualifica salariale di alcune posizioni è finanziata dal sacrificio di altre. La natura arbitraria che caratterizza tale operazione corrisponde quindi ad una misura di risparmio occulta a carico di determinate categorie di dipendenti cantonali. I due ambiti (quello relativo al passaggio ad un nuovo sistema retributivo e quello relativo al suo finanziamento tramite misure di risparmio) dovrebbero essere rigorosamente tenuti distinti l’uno dall’altro.

Alla luce di questi elementi rivolgiamo un fermo e deciso appello ai membri del Gran Consiglio affinché le modalità di attuazione dell’art. 41 vengano corrette, assicurando a tutti i collaboratori dello Stato un equo passaggio al nuovo sistema retributivo e riconoscendo a ogni dipendente lo scatto annuale che gli spetta prima di fare l’aggancio alla nuova scala (questa misura, sebbene non annulli l’effetto sulla carriera dei dipendenti, attenua l’effetto “casualità” sopra descritto). Ringraziamo per l’attenzione.

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