Ago 282015
 

Il Collegio Docenti della Scuola Media di Cadenazzo-Vira, riunitosi in seduta plenaria in data 19.06.15, come da ordine del giorno, ha discusso il documento “La scuola che verrà”, arrivando ad esprimere, a riguardo, le osservazioni formulate nella seguente presa di posizione.

Il Collegio Docenti sottolinea che ogni forma di riflessione riguardante la scuola, vista nei suoi molteplici ambiti, siano essi didattici e/o organizzativi, deve essere vista come un’occasione per valutare, migliorare, ma anche per cambiare quella che è una realtà sempre in evoluzione.

Risulta, tuttavia, alquanto discutibile il fatto che durante lo stesso anno scolastico il DECS abbia avviato due cantieri (profilo docenti – Scuola che verrà), in concomitanza con l’avvio delle consultazioni-informazioni riguardanti Harmos; tutte riforme ad ampio respiro, che incideranno in maniera sostanziale sull’assetto futuro della scuola ticinese di ogni ordine e grado, con il rischio concreto, però, di rendere difficile, in corso d’opera, valutare l’incidenza diretta che ogni nuova disposizione potrà avere sulla realtà scolastica quotidiana.

 

Partendo da questa riflessione il Collegio docenti ritiene che, in generale, le proposte avanzate dalla riforma “La scuola che verrà”:

  • non tengano conto della necessità di semplificare. (vedi griglia oraria proposta)
  • presentino come innovazioni molte strategie didattiche/organizzative che nella realtà vengono già messe in atto da singoli docenti, da gruppi di docenti, dalla scuola stessa.
  • non valutino già in questa fase la fattibilità concreta del progetto.

 

Entrando poi nel dettaglio il collegio docenti ritiene che:

  • sia pura utopia pensare che nel nome dei due principi della inclusione e della eterogeneità, spingendo ancora di più sulla differenziazione pedagogica e sulla personalizzazione del percorso formativo (belle parole, ma a che prezzo?), si possa sperare in un maggiore successo scolastico degli allievi.
  • alcune proposte siano tecnicamente irrealizzabili; si pensi in particolare alla griglia oraria flessibile. Già ora è molto difficile realizzare una griglia oraria annuale con tutte le variabili che devono essere tenute in considerazione (occupazione palestre, aule speciali, incarichi in doppie sedi dei docenti, ecc.), difficile pensare come si possano realizzare delle griglie orarie periodiche. Inoltre tutti gli orari dei docenti sarebbero da modificare più volte nel corso dell’anno.
  • alcune proposte risultano finanziariamente insostenibili. Il co-teaching, il lavoro in team (insegnamento trasversale), il rafforzamento dei gruppi di materie sono idee di per sé molto valide ma che meriterebbero un adeguato riconoscimento finanziario (aumento lineare dello stipendio o qualche ora di sgravio settimanale).
  • sindacalmente inaccettabile che tutto questo maggiore onere lavorativo (riunioni progettuali, pianificazione degli interventi, analisi, ecc.) si debba svolgere il mercoledì pomeriggio e/o la sera dopo scuola, nelle settimane precedenti l’inizio dell’anno scolastico e nelle due settimane dopo la fine dello stesso.
  • con la cosiddetta “licenza per tutti” verrebbero a cadere anche quei pochi stimoli per mantenere vivo quell’indispensabile senso del dovere che va vieppiù scomparendo nei nostri allievi. Mantenere degli obiettivi che richiedano qualche sforzo anche agli allievi, come d’altronde è regola nel mondo che circonda la scuola dell’obbligo, riteniamo si indispensabile per evitare di scivolare nel “tutto è facile e tutto è concesso”.
  • la realizzazione di atelier, delle settimane progetto, di gruppi di lavoro a tema siano idee sicuramente accattivanti, ma che inevitabilmente portano ad un frazionamento della classe tradizionale.
Sembra sussista una incoerenza di pensiero in chi ha elaborato le proposte, poiché da un lato si vuol investire il docente di classe di un potere decisionale assoluto per garantire un futuro di successo ai suoi allievi, dall’altro lato si diminuiscono e di molto le possibilità di “osservazione” degli stessi con l’introduzione dei gruppi misti di lavoro.
  • si voglia sempre più investire la scuola (leggi i docenti) di compiti che in larga misura apparterrebbero prioritariamente alle famiglie. Ad ognuno le proprie responsabilità.

 

In conclusione il Collegio docenti auspica che il gruppo di lavoro incaricato della stesura del “Modello dettagliato” della “Scuola che verrà” faccia le proprie riflessioni ed arrivi a formulare proposte fattive, partendo proprio da quanto segnalato dai singoli docenti e dai vari organi chiamati ad esprimersi sul progetto durante la fase di consultazione.

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