Giu 232015
 

Qui di seguito troverete le osservazioni del collegio docenti di Gravesano, approvate a maggioranza in occasione della seduta plenaria del 19 giugno 2015, in merito al documento in oggetto.

Prima di entrare nel vivo della discussione, però, ci siano concesse due osservazioni preliminari:

  • la messa in consultazione simultanea di due documenti così corposi e importanti (“Profilo e compiti istituzionali dell’insegnante della scuola ticinese” e “La scuola che verrà”) ci ha impegnato, come collegio docenti e come singoli, in maniera considerevole: l’onere, in termini di energia e tempo, per affrontare compiutamente e organicamente le diverse novità proposte, è stato notevole e soprattutto per quel che concerne il documento in oggetto ci sono mancate le risorse per approfondire maggiormente l’analisi del progetto.
  • Inoltre ci sarebbe piaciuto essere coinvolti in una fase preliminare di definizione delle priorità e di analisi dei bisogni della scuola dell’obbligo; invece, con la modalità scelta, i docenti vengono posti di fronte a un progetto già definito nelle sue linee generali, seppur molto vago in molti suoi aspetti; nonostante ciò, ci auguriamo che le nostre osservazioni, come quelle già espresse dai colleghi di altre sedi, possano essere integrate nel progetto che verrà posto in consultazione il prossimo autunno.

Di conseguenza ci limiteremo, in questo nostro scritto, ad elencare i punti del progetto che sono stati oggetto di maggiore discussione, nel bene e nel male, nel corso del collegio docenti del 20 aprile u.s., senza poterli gerarchizzare né poter elaborare un’analisi maggiormente sistematica e coerente.

  • Il progetto nella sua globalità prospetta un possibile radicale mutamento della scuola dell’obbligo ticinese. Tutti i docenti della sede concordano con l’idea di introdurre dei cambiamenti, ma alcuni vedono questa impostazione rivoluzionaria come un limite alla sua realizzazione: sarebbe meglio una riforma maggiormente pragmatica e mirata che un progetto così ambizioso;
  • occorre assolutamente evitare che quanto di positivo previsto nel progetto di riforma della scuola non si traduca unicamente in un aumento degli oneri dei docenti alle stesse condizioni. L’attuazione della riforma, infatti, va subordinata all’adeguamento delle condizioni quadro minime perché sia possibile una sua realizzazione;
  • sono generalmente visti con favore il promovimento del co-­‐teaching, del team-­‐teaching, dell’interdisciplinarità , anche se per molti di noi l’imposizione istituzionale della collaborazione fra docenti rischia di essere vissuta male e perciò potrebbe risultare controproducente; ma ad ogni modo sono necessari spazi, tempi e luoghi adeguati;
  • il profilo dell’allievo e il profilo della classe, a determinate condizioni, possono essere strumenti senza dubbio utili, tuttavia è assolutamente necessario che siano dei documenti interni alla scuola e non diventino in nessun caso di dominio pubblico;
  • anche per quanto riguarda le forme di collaborazione e la griglia oraria flessibile, la gestione del tempo di lavoro dei docenti (soprattutto di coloro con orario ridotto) è un problema prioritario: non sarebbe facile per molte/i colleghe/ghi attive/i a tempo parziale riuscire a garantire la propria presenza alle numerose riunioni che dovrebbero giocoforza venir messe in agenda;
  • una possibile deriva nella nuova scuola è quella della docimologia: il moltiplicarsi delle prove diagnostiche e dei sistemi di monitoraggio arrischia di trasformare il docente in un compilatore di competenze, cosa che comporta inevitabilmente che egli non possa più trovare il tempo e le energie per coltivare il suo rapporto col sapere né per alimentare la sua passione per la propria materia di studio (e la capacità di trasmetterla ai discenti);
  • sempre rispetto al ruolo del docente: quale sarà la sua funzione in questa nuova scuola? Gli verrà richiesto di assumere diversi ruoli (psicologo, orientatore, consulente e poi anche specialista della propria disciplina): una sorta di figura polivalente che dovrà svolgere diverse mansioni con il rischio che le compia tutte, ma in modo approssimativo;
  • il conferimento a tutti gli allievi di una licenza al termine della scuola dell’obbligo è una proposta condivisa dalla maggior parte di noi. Questa misura è complementare all’idea di una scuola dell’obbligo che non si prefigge il compito di selezionare, ma quello di fornire a tutti un’istruzione e un’educazione di base. In quest’ottica i corsi a livello andrebbero aboliti, per passare a una modalità di differenziazione diversa, più versatile: la condizione indispensabile perché ciò possa realizzarsi con profitto è che sia possibile lavorare con gruppi ridotti di allievi (al massimo 12 allievi).

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