Mag 252015
 

Premessa 

Nella scuola ticinese, il contributo che i docenti, le associazioni magistrali e le organizzazioni sindacali della scuola hanno saputo dare in passato per promuovere la riflessione e il dibattito sui sistemi educativi è stato importante e persino determinante. Molte innovazioni e molte riforme (non ultima proprio quella che ha consentito, negli anni ’60 e ’70, un consenso politico-culturale favorevole alla creazione della Scuola media ticinese) sono nate da qui, da una partecipazione attiva ai progetti di riforma.

Una condivisione concettuale degli indirizzi pedagogico-culturali è probabilmente condizione per un successo nell’innovazione.

Il progetto di riforma della scuola dell’obbligo denominato “La scuola che verrà” è sicuramente un’occasione importante per riannodare le fila di uno spirito partecipativo che nella condivisione dei principi e delle finalità, nella messa in comune di visioni ideali e di modalità realizzative, ma anche nel confronto delle idee e nella dialettica che lo nutre, rappresenti un arricchimento e un solido punto di partenza sul quale costruire la scuola del futuro.

Nel merito 

  1. Esiste oggi una volontà di riforma della scuola – e in particolare della scuola dell’obbligo, con attenzione specifica al secondario I – che è riconosciuta e condivisa.
  2. Il progetto “La scuola che verrà” è considerato un interessante punto di partenza (pone dei principi, illustra degli scenari, stimola la riflessione).
  3. I grandi principi indicati nel progetto sono validi e condivisibili: gestione dell’eterogeneità, educabilità, inclusione e differenziazione, equità.
  4. Mancano nel fascicolo illustrativo opportuni riferimenti alla natura culturale del progetto stesso. Non c’è una vera analisi dei bisogni educativi e una riflessione sul mandato istituzionale che la scuola dell’obbligo aspira ad assumere nei prossimi decenni.

Manca pure una riflessione sul significato futuro della scuola, che se un tempo aveva praticamente il monopolio formativo, oggi si confronta con nuove realtà di assimilazione e processazione della conoscenza. È presumibile che queste tematiche possano essere contenute nei documenti di accompagnamento ai nuovi Piani di Studio per l’implementazione del progetto HarmoS, documenti che al momento non sono però ancora consultabili.

  1. Alcune scelte d’indirizzo (personalizzazione dei curricoli, valutazione delle competenze, autonomia degli istituti, dimensioni del lavoro del docente, …) suscitano interesse ma anche non poche perplessità.
  2. Il giudizio su queste scelte non può comunque fare astrazione dalle condizioni pratiche relative alla loro attuazione, in particolare vanno considerate con attenzione le possibili e non auspicabili ricadute in termini di aumento del carico di lavoro del corpo insegnante.
  3. La procedura di consultazione e la gestione del progetto meriterebbero modalità di lavoro partecipate, con possibile coinvolgimento nell’elaborazione concettuale e pratica della riforma.

 

L’auspicio 

I destini futuri della scuola pubblica, della sua impostazione, delle sue finalità, del suo profilo istituzionale, sono tanto importanti da richiedere il più largo consenso possibile.

Le associazioni e le organizzazioni che rappresentano gli insegnanti ritengono di poter dare un loro contributo, non solo in termini di reazioni alle iniziative dipartimentali, ma anche nella fase di elaborazione del disegno di riforma.

Esse chiedono dunque di poter essere associate, secondo modalità che consentano lo sviluppo di un dibattito pubblico e la condivisione di un disegno pedagogico-culturale, alla progettazione degli strumenti che permetteranno la realizzazione dei principi menzionati al punto 3.

 

Hanno sottoscritto questo documento:

  • Associazione cantonale docenti di scuola dell’infanzia
  • Associazione dei docenti delle scuole medie superiori ticinesi
  • Associazione LaScuola
  • Associazione per la scuola pubblica del Cantone e dei Comuni
  • Associazione ticinese degli insegnanti di storia
  • Federazione docenti ticinesi
  • Movimento della scuola
  • OCST docenti
  • Società ticinese docenti educazione fisica
  • Verifiche
  • VPOD docenti

Spiacenti, i commenti sono chiusi.