Mar 152014
 

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Presa di posizione della Commissione di matematica della Svizzera italiana CMSI in merito all’organizzazione di un Master of Arts in Insegnamento della matematica nella scuola media presso la SUPSI a partire dall’anno accademico 2014/15. 

La Commissione di matematica della Svizzera italiana CMSI – una delle commissioni della Società svizzera degli insegnanti di matematica e fisica SSIMF, affiliata alla Società svizzera degli insegnanti delle scuole secondarie superiori SSISS – ha preso conoscenza dell’intenzione del DECS di riconoscere il Master triennale in Insegnamento della matematica nella scuola media, avallato dal Consiglio della SUPSI lo scorso 7 gennaio, e volto a consentire agli ingegneri SUPSI che soddisfano i requisiti d’ammissione, elencati all’art. 4 dell’apposito regolamento entrato in vigore il 16 dicembre 2013, di formarsi come docenti di matematica per il secondario I (scuola media). Nella seduta ordinaria del 12 marzo, la CMSI ha discusso di questa proposta che intende offrire, da un lato, nuove possibilità di carriera ad ingegneri SUPSI e, dall’altro, vorrebbe “rispondere in modo efficace e proattivo al problema della mancanza di docenti di matematica nella Scuola media ticinese, senza alcun compromesso in merito alla qualità” (cfr. Nota stampa SUPSI del 7 gennaio 2014).

Sul tema delicato della mancanza cronica di docenti di matematica nella scuola media e le modalità di porvi rimedio, la CMSI si è già espressa nella presa di posizione del 25 maggio 2008 (v. allegato). In quel documento si stigmatizzava l’apertura delle iscrizioni ad un “Corso di formazione complementare per docenti di matematica per la scuola media” (FU 30/2008 di venerdì 11 aprile), destinato “di regola” a “docenti in possesso di un diploma di docente di scuola dell’infanzia o di scuola elementare o di un titolo equivalente” che avessero “svolto con esito positivo una pratica d’insegnamento di almeno 3 anni”.

Sulla nuova iniziativa della SUPSI e del DECS la CMSI si sente nuovamente sollecitata a rilevare con forza due punti critici.

  1. Rispetto alla proposta del 2008, l’attuale sembrerebbe perlomeno assicurare, se si considera il Piano degli studi presentato, un’adeguata formazione disciplinare. Resta però da sottolineare come la via maestra di formazione per diventare docente di scuola media dovrebbe comprendere almeno una laurea o licenza universitaria (al minimo: bachelor dopo 3 anni, con almeno 180 crediti) completata da una adeguata formazione pedagogica (abilitazione, di regola biennale). Il percorso per diventare docente di matematica nel secondario I, senza nulla voler togliere alla dignità di uno studio d’ingegneria presso una SUP, non è da ritenersi destinato a candidati che di regola, dopo la scuola dell’obbligo, hanno maturato un’esperienza di formazione che li ha portati su una strada assai diversa da quella normalmente seguita, per esempio, dalla stragrande maggioranza di coloro che intendono diventare docenti di scuola dell’infanzia o elementare, ai quali giustamente si chiede, in linea di principio, il conseguimento di una maturità liceale, cioè il passaggio da una scuola di cultura generale.Anche la diversa impostazione degli studi d’ingegneria, accademici al Politecnico e professionalizzanti alla SUP, potrebbe suscitare qualche perplessità riguardo alla preparazione culturale del docente abilitato seguendo questa via. Infatti il Piano di studio già citato non prevede di colmare quelle competenze e conoscenze, fondamentali per un uomo di cultura quale dovrebbe essere un docente, che si acquisiscono al liceo, ad esempio nelle materie umanistiche (lingue e letterature, a cominciare da quella italiana, storia, geografia, filosofia, civica, ecc.).
  1. La CMSI non può non sottolineare con preoccupazione come da tempo si fatichi a trovare docenti di matematica per la scuola media e come, oltre a far ricorso a docenti abilitati anche in materie affini in Italia, in due occasioni si sia cercato di sopperire alla carenza con soluzioni alternative: una prima volta partendo da docenti di scuola elementare e oggi introducendo questo nuovo Master per ingegneri SUP. Occorre rendersi finalmente conto che – se i diplomati in matematica delle scuole universitarie (per insegnare nella scuola media basta il bachelor) non vengono a insegnare in Ticino – è possibile che i tagli imposti alla scuola per troppi anni, le condizioni salariali e la perdita di status sociale del docente non siano estranei a questo dato di fatto. Urge pertanto provvedere, dato che l’attrattività della professione dell’insegnante è evidentemente diminuita (per ragioni che altri già hanno evidenziato), mentre le condizioni per accedere alla professione sono diventate più dure per coloro che hanno un titolo di studio accademico (prolungamento della formazione di almeno due anni, per ricuperare la parte pedagogica). Se si vuole assicurare la qualità della scuola ticinese anche in futuro, è pertanto necessario e urgente che si riqualifichino il lavoro del docente e la sua immagine. La soluzione proposta dalla SUPSI, con l’avallo dell’autorità politica, per far fronte alla penuria di docenti di matematica va purtroppo nel senso opposto. In questo caso, infatti, per diventare insegnanti (o per riciclarsi in quanto tali), basta seguire al DFA alcuni moduli pedagogico-didattici e di natura disciplinare, senza verosimilmente essersi più occupati (dopo al minimo sette anni in cui si è abbandonata la scuola dell’obbligo) di studi e approfondimenti riguardanti la complessità dei fenomeni culturali, che si affrontano invece nel corso della formazione liceale. Ciò comporta, a parere della CSMI, il grave rischio di creare delle figure professionali tendezialmente appiattite su un ruolo di meri esecutori tecnico-pedagogici, lontani cioè nel loro sentire dal vero scopo della scuola.

    Insegnare la matematica senza aver vissuto il suo permeare altri rami della conoscenza al di fuori di quelli tecnico-scientifici e il suo valore storico-culturale aumenta il rischio di far maturare negli allievi la convinzione, ingannevole e perniciosa per la comprensione della disciplina stessa e per i loro futuri destini scolastici, che la matematica sia una materia arida, tecnica e priva di collegamenti con il vissuto umano. Un buon docente deve necessariamente sapere e potere accompagnare il discente attraverso un’esperienza di acquisizione della conoscenza, nella sua dimensione storica, metodologica, epistemologica oltre che in quella teorica e procedurale.

     

Alla CMSI pare comunque difficile immaginare che saranno molti gli ingegneri SUP che vorranno intraprendere una formazione per diventare insegnanti di matematica nelle scuole medie, vuoi perché avranno fatto le loro scelte per l’interesse di esercitare la professione di ingegnere, vuoi perché il mercato del lavoro attualmente è cronicamente assetato di tecnici qualificati, tant’è che se ne devono reclutare all’estero.

La CMSI auspica che il DECS sia consapevole dell’urgente necessità di avviare una politica scolastica che sappia riproporre, per la salvaguardia della qualità della scuola ticinese, la centralità di una figura del docente preparato dal punto di vista disciplinare e culturale, nel contesto di un quadro generale che possa rendere la professione nuovamente attrattiva per i giovani laureati ticinesi.

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