Dic 022012
 

COMUNICATO STAMPA

Il Movimento della Scuola esprime la sua solidarietà al direttore Mainardi e a tutta la sede delle scuole medie di Losone.

I docenti di Losone hanno deciso di esercitare il diritto allo sciopero invitando le famiglie a tenere a casa i propri figli e assicurando la “garanzia del funzionamento minimo” (in ossequio alla Risoluzione governativa 6503 del 16 novembre), ossia “l’accoglienza e la cura degli allievi, che i genitori vorranno comunque affidarle.” (lettera alle famiglie del 28 novembre)

La pertinenza di questa scelta è stata ampiamente argomentata dall’avv. Branda nella sua lettera del 30 novembre indirizzata all’on. Bertoli.

I responsabili del DECS stanno spendendo fiumi di parole sull’attività scolastica di una mattinata in un momento in cui:

  • parecchie decine di Collegi dei docenti hanno espresso la loro opposizione ai tagli previsti dal Preventivo 2013 quale ennesima misura di peggioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici;
  • la giornata di  sensibilizzazione e porte aperte  del 29 novembre – alla quale ha aderito una cinquantina di sedi di ogni ordine scolastico e che in parecchi istituti è stata organizzata insieme alle assemblee dei genitori  – ha riscontrato un notevole successo mettendo in luce il senso di responsabilità degli insegnanti nel voler condividere con le famiglie e la popolazione in generale il disagio e la preoccupazione per il futuro della nostra scuola;
  • numerosi comitati delle associazioni di genitori (cantonale, regionale e di sede) hanno già sottoscritto il Manifesto per la scuola, condividendo le preoccupazioni espresse dai docenti;

L’immagine del docente veicolata in questi giorni dal DECS non corrisponde affatto a quella emersa dalle prese di posizione delle sedi e dei genitori, dalle quali emerge un forte senso di responsabilità nei confronti della scuola.

Concludiamo prendendo in prestito le parole di Aldo Bertagni nell’editoriale di ieri (1° dicembre) su La Regione: “se per tenere aperto un negozio [Fox Town] (per quanto grande e particolare) l’interpretazione legislativa ha mobilitato persino la deputazione ticinese alle Camere federali, non sarebbe forse il caso di soprassedere sulle interpretazioni della Legge della scuola permettendo così ai docenti di scioperare, se lo ritengono, a difesa della propria funzione, della propria dignità professionale? A difesa, in ultima istanza, della scuola stessa? […] Si affronti piuttosto, con l’ascolto, il disagio di un settore che chiede udienza da tempo.

 

Il Comitato del Movimento della Scuola – 2 dicembre 2012

Spiacenti, i commenti sono chiusi.