Dic 012012
 

Egregio direttore,

l’amarezza è mia nel dover constatare quanto su questo tema sia difficile poter concordare su alcuni punti semplici.

I disagi, le tensioni e la confusione connessi con lo sciopero indetto per i 5 dicembre a cui lei allude sono da ascrivere al fatto che non si vuol comprendere come, accanto al diritto di sciopero che nessuno ha mai contestato ne voluto impedire, sussista anche l’obbligo scolastico definito dalla legge per il settore della scuola definita per l’appunto dell’obbligo.

Le direzioni non sono state sottoposte a pressioni, ma il Consiglio di Stato ha indicato loro cosa fare con una risoluzione di dominio pubblico. Nessuno ha precettato nessuno e un’indicazione precisa inerente proprio questo punto mi risulta sia stata emanata ieri dall’UIM.

Quando afferma di essere stato precettato da me non dice cose veritiere, poiché lo scambio di messaggi che abbiamo avuto, su sua esplicita sollecitazione, verteva sull’opportunità o meno di invitare i genitori a tenere a casa i loro figli o meno, non su precettazioni o istituti analoghi. In questo scambio, a proposito della garanzia del servizio minimo, le ho pure indicato innanzitutto di ricercare nella sua sede le forze adeguate disposte ad occuparsi di accoglienza e custodia dei ragazzi, rivolgendosi in caso di difficoltà all’UIM o alla Divisione della scuola.

Caro direttore, scioperare nel nostro Paese non deve essere complicato, poiché è un diritto, ma l’istituzione scolastica deve fare in modo, se possibile, che le cose possano comunque funzionare, anche solo per l’accoglienza e la custodia dei ragazzi. Se e dove la scuola non sarà in grado eventualmente di dispensare le prestazioni che è tenuta a fornire lo sapremo lunedì, quando chi intende scioperare avrà fatto sapere tale intenzione come previsto dalle indicazioni del Governo.

Se confusione c’è stata verso le famiglie, cosa di cui mi spiace molto, è solo perché chi doveva organizzare le cose in un certo modo ha voluto fare di testa propria, anche quando ha sollecitato il Dipartimento per sapere cosa fare, come nel suo caso. Proprio nel suo caso, dopo la seconda lettera inviata alle famiglie nella quale allegava il tagliando per sapere chi avrebbe tenuto a casa i figli o meno, io stesso le ho comunque comunicato, visti gli antefatti e per evitare di confondere le famiglie, di proseguire secondo la strada da lei autonomamente decisa.

Relativamente al rilevamento delle assenze degli allievi, l’indicazione di procedervi serve solo ad avere i dati sui quali decidere poi cosa fare, questione che andrà analizzata semmai caso per caso. Per gli allievi non vi saranno comunque conseguenze e solo una buona dose di mala fede permette di affermare il contrario.

Le indicazioni giuridiche inerenti questa vicenda non sono costate nulla, avendo fatto capo alle forze che lo Stato ha in questo ambito, peraltro limitate.

Cordialmente.

Manuele Bertoli

Spiacenti, i commenti sono chiusi.