Nov 302012
 

In occasione di due incontri, svoltisi martedì 6 novembre e lunedì 26 novembre 2012, il Collegio Docenti (in seguito CD) ha discusso la proposta di sciopero lanciata dal sindacato VPOD.

Coerentemente con le considerazioni da noi espresse in occasione della consultazione sulla proposta di aumento salariale per i docenti, promossa nel corso dell’estate dal DECS, e in linea con quanto già detto in occasione dell’ultima proposta di taglio lineare per il risanamento delle finanze cantonali, esprimiamo la nostra decisa contrarietà alla proposta di taglio del 2% sul salario. Fra i membri del Collegio vi è pure la disponibilità a sostenere eventuali azioni -quali ad esempio il sostegno ad un referendum- contro l’eventuale decreto legislativo come fu il caso per l’aumento dell’onere di insegnamento.
Pur non ritenendo lo sciopero la modalità privilegiata per segnalare il disagio creato dalla proposta in oggetto, il Collegio non avversa evidentemente l’idea di manifestare anche in questo modo il proprio dissenso partecipando all’incontro di piazza previsto il 5 dicembre a Bellinzona.
Per informare l’opinione pubblica sui problemi che toccano la nostra scuola, il CD propone dei momenti di incontro e discussione rivolti in particolare ai genitori e gestiti dai docenti non impegnati con la gestione della classe. Queti momenti sono previsti giovedì 29 novembre come proposto dal Movimento per la Scuola.

 

Sulla base di quanto emerso dalla discussione, il Collegio esprime le seguenti considerazioni a sostegno della sua posizione.

 

  • Malgrado l’incertezza dei dati, più volte confermata dalla pubblicazione di risultati d’esercizio meno pessimistici del previsto, siamo coscienti delle difficoltà finanziarie che toccano l’Amministrazione cantonale e concordiamo con la necessità di ridurre, dove possibile, il deficit ipotizzato di 200 milioni di franchi.
    Il Collegio ritiene comunque che il taglio del salario, indipendentemente dalla sua entità, sia l’ennesima misura che va a colpire ancora una volta i docenti (dopo quelle già applicate dal 1997) già chiamati troppe volte a contributi di solidarietà che sembrerebbero non aver risolto i problemi strutturali del Cantone.
    La soluzione del problema del disavanzo di bilancio va trovata altrove.

 

  • Come dipendenti dell’Ente Pubblico dovremo già subire, sempre per questioni economiche, un peggioramento delle condizioni finanziarie al raggiungimento dell’età di pensionamento.
    Il risanamento della Cassa Pensione ci richiederà sacrifici che, purtroppo, nulla hanno a che vedere con un miglioramento della qualità della scuola o delle condizioni di lavoro dei suoi operatori.

 

  • La scuola sta vivendo, in questi anni, un momento delicato e, se ci è concesso, una certa crisi di identità e di ruolo percepiti soprattutto da coloro che operano in prima linea con gli studenti.
    La professione di docente subisce una costante perdita di attrattività a causa delle mutate realtà sociali e famigliari, ma anche a causa delle condizioni economiche decisamente meno attrattive per l’accresciuto onere di lavoro e l’investimento di energie richiesto in ogni ordine di scuola. L’attività professionale si svolge sempre più in un quadro qualitativamente peggiore rispetto al passato e non solamente per le condizioni contrattuali.

 

  • In più occasioni i sindacati, i vari organismi di categoria e le associazioni magistrali hanno segnalato l’urgenza di intervenire a livello di politica scolastica per migliorare le condizioni di lavoro e, quindi, la qualità della scuola. Questo potrebbe essere possibile attraverso migliori condizioni di aggiornamento, anche facoltativo, in tempo di scuola o con il potenziamento delle figure di sostegno/accompagnamento per casi difficili o ancora con la diminuzione del numero di allievi per classe.

 

  • Il Collegio coglie l’occasione per esprimere la preoccupazione riguardante una certa difficoltà del mondo politico, e purtroppo anche di quello scolastico, a chinarsi sui problemi della scuola ascoltando i segnali che più volte e in diverse forme sono stati lanciati dai docenti. Per poter operare con maggiore serenità abbiamo bisogno di un quadro istituzionale più preciso, basato su programmi aggiornati e impostazioni pedagogiche chiare e soprattutto condivise. Andrebbero chiariti, almeno dove è possibile, i compiti della scuola e quelli della famiglia ridando ad ognuno di questi enti educativi e formativi il loro ruolo specifico.
    Evidentemente tutto questo avrà dei costi economici che bisogna avere il coraggio di difendere verso l’opinione pubblica.
    La sensibilità dimostrata dal nostro Municipio, in occasione della consultazione citata sopra (aumento degli stipendi e riduzione del numero di allievi per classe), nonché la risposta positiva ad una richiesta di sgravio al docente responsabile per l’assolvimento dei nuovi compiti assegnati dal Cantone agli Istituti, dimostrano che è possibile destinare risorse alla scuola anche in periodi di difficoltà economica.

 

 

Il Collegio Docenti auspica inoltre che altri organi di altrettanti Istituti Scolastici comunali o cantonali colgano l’occasione per esprimere il proprio pensiero contribuendo ad aprire un dibattito più ampio sui problemi della scuola.

Il CD appoggia le azioni di coordinamento tra sindacati e associazioni della scuola che verranno proposte affinchè questa ed altre decisioni del Governo non peggiorino ulteriormente la situazione già precaria della Scuola ticinese.

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