Ott 192012
 

Preventivo, Mayor (Vpod): molto arrabbiati. Wehrmüller (Ocst): solo le urgenze. Sussigan (Fsfp): dipende dal parlamento

di Andrea Manna – LaRegione, 19 ottobre 2012

Nulla è ancora stato deciso. Ma se i sindacati indiranno per il 5 dicembre lo sciopero degli statali contro le misure di risparmio – in particolare contro quella sforbiciata del 2 per cento ai salari – che il governo ha inserito nel Preventivo 2013, due delle tre associazioni dei funzionari alle dipendenze della Polizia cantonale si dicono già ora pronte ad aderire alla giornata di mobilitazione. Con modalità tutte da studiare, fanno sapere, considerato il settore piuttosto delicato – quello della sicurezza – nel quale le divise sono professionalmente attive. «Lo sciopero è una forma di protesta che personalmente non mi piace, a meno che non sia l’extrema ratio, per cui mi auguro che nel frattempo il parlamento riveda certi provvedimenti proposti dal Consiglio di Stato: se ciò non avverrà, allora prenderemo parte all’azione», afferma il presidente degli agenti affiliati all’Ocst Andrea Wehrmüller. Sulla stessa lunghezza d’onda Stefano Mayor, alla testa della Vpod polizia.

Qualora lo sciopero venisse proclamato, i motivi per aderirvi, sostengono Wehrmüller e Mayor, sarebbero più di uno. «C’è una progressiva erosione del potere d’acquisto – sottolinea il responsabile dei poliziotti iscritti alla Cristiano Sociale –. Basti dire che negli ultimi dieci anni il carovita o è stato negato o non è stato riconosciuto integralmente. Come se non bastasse, il governo sollecita adesso questo taglio del 2 per cento sugli stipendi». Intanto «sono aumentati compiti e responsabilità dell’agente di polizia», gli fa eco Mayor. Ulteriori compiti e responsabilità derivanti soprattutto, ricorda il presidente della Vpod polizia, «dal Codice di procedura penale unificato sul piano federale, in vigore ormai da due anni». Le nuove norme, prosegue Mayor, «comportano maggiori impegno e formazione per tutti gli agenti, segnatamente per quelli che operano nella Polizia giudiziaria». Proprio per questo «ci aspettavamo un riconoscimento a livello salariale. E invece niente. Anziché ritoccare gli stipendi verso l’alto, il Consiglio di Stato li riduce… Insomma, siamo molto arrabbiati». Dunque se lo sciopero ci sarà «noi sicuramente vi aderiremo, evitando comunque – tiene a puntualizzare il responsabile dei poliziotti associati al Sindacato dei servizi pubblici – che l’azione di protesta arrechi pregiudizio al cittadino e alla sicurezza della collettività. Le modalità di partecipazione saranno se del caso decise durante la nostra assemblea in programma per il 16 novembre a Bellinzona».

Modalità quindi da definire. Lo scorso anno i poliziotti ginevrini hanno fatto “lo sciopero delle multe e del rasoio”, come era stato definito. Barbe lunghe e niente sanzioni pecuniarie. In Ticino? «Se il fronte sindacale dovesse indire per il 5 dicembre lo sciopero, gli agenti potrebbero dar seguito unicamente alle urgenze, rispondendo cioè solo al 117, e rinviare la trattazione delle pratiche burocratiche», ipotizza Wehrmüller.

La sezione cantonale della Federazione svizzera funzionari di polizia per il momento non si sbilancia. «Siamo in attesa di conoscere le decisioni, quantomeno gli orientamenti della Commissione della gestione del Gran Consiglio sul Preventivo – sostiene il presidente della Fsfp Michele Sussigan –  Neppure noi, sia chiaro, condividiamo il taglio del 2 per cento ai salari. Una misura di risparmio che colpisce il personale dello Stato peraltro non nuova: nel recente passato abbiamo infatti già conosciuto i cosiddetti contributi di solidarietà. Così come il blocco degli scatti e una riduzione degli assegni di famiglia». Aggiunge Sussigan: «A nostro parere, questa nuova misura dimostra ancora una volta l’assenza di un’adeguata politica governativa del personale. A dipendenza dei passi del parlamento, decideremo se aderire allo sciopero».

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