Giu 092012
 

CdT, 9 giugno 2012

Sono 1.300 i docenti che hanno sottoscritto il documento del Movimento della scuola (MdS) intitolato «Principi per la definizione di una politica della formazione continua dei docenti». Il risultato è stato annunciato ieri dallo stesso MdS nel corso di una conferenza stampa a Camignolo.

Lo stesso fa seguito alla preoccupazione espressa dall’assemblea dell’8 febbraio «per due potenziali pericoli», ha detto l’insegnante Claudia De Gasparo: «Il rischio di far prevalere l’aspetto quantitativo delle formazione degli insegnanti rispetto a quello qualitativo (illudendosi di potenziare la formazione continua fissando quote di ore da effettuare obbligatoriamente)» e quello «di trasformare l’auspicato monitoraggio dell’attività di aggiorna-mento in una forma di controllo e valutazione dell’operato del singolo docente».

Dal canto suo Franco Mombelli ha riconosciuto alla nuova conduzione del DECS «una promettente buona volontà», ma all’appello chiama anche «la maggioranza che governa il Ticino, Storici, economisti e sociologi sono concordi nel riconoscere che investire con serietà e continuità nella formazione si riflette positivamente sul benessere generale, la coesione sociale e il livello di democrazia di un Paese. E i nostri politici? Sono consapevoli che la scuola pubblica e un’istituzione o la vedono piuttosto come un semplice servizio che può anche diventare low cost?».

In conclusione Fabio Camponovo ha ricordato che l’attività dell’insegnante può essere schematicamente suddivisa in «un impegno pubblico manifesto», tra 24 e 32 0re-lezione settimanali e «un impegno privato e meno visibile». Ovvero «la preparazione, le correzioni, i colloqui con studenti o genitori e altri obblighi non facilmente contabilizzabili». Quello dell’aggiornamento viene considerato «un tema delicato, sul quale è facile equivocare e banalizzare l’impegno del docente». ln sostanza, ha aggiunto, «non si tratta di imporre quantitativamente degli obblighi, bensì di promuovere qualitativamente una vera cultura della formazione continua». Il Movimento della scuola è favorevole ad un potenziamento della formazione continua e ritiene che «il datore di lavoro potrebbe fare molto di più per promuoverla». Il gruppo di lavoro istituito in febbraio dovrà consegnare il proprio rapporto entro settembre.

Spiacenti, i commenti sono chiusi.