giu 092012
 

Movimento della Scuola contrario ad attività obbligatorie e monitorate

LaRegione, 9 giugno 2012

Tempi di pagelle nelle aule ticinesi. E il gruppo di lavoro istituito dal Decs (Dipartimento educazione cultura e sport) che si sta occupando della revisione della Legge sull’aggiornamento dei docenti si becca una sonora bocciatura dal Movimento della scuola(MdS). Il motivo? Non piace l’idea di inserire ore obbligatorie per la postformazione degli insegnanti, né tantomeno il monitoraggio delle attività di aggiornamento. Due proposte ventilate da un atto parlamentare del granconsigliere Ppd Luca Pagani e dell’allora parlamentare Monica Duca Widmer e indigeste a gran parte del mondo degli insegnanti ticinesi.

Tanto che, ha detto ieri Claudia De Gasparo in una conferenza stampa indetta dall’MdS, «sono già state raccolte più di 1’300 firme a favore del ‘Manifesto per la scuola’. Segno che la preoccupazione è reale». D’altronde, ha continuato De Gasparo, «nessun dato statistico dimostra che oggi i docenti si aggiornano troppo poco». Anche perché «quella attuale è una buona legge» e offre «un’ampia paletta» di opzioni per rimanere al passo con i tempi. «Ciò rischia però di essere rimesso in discussione» con la revisione della norma, in seguito alla quale ci si potrebbe limitare «a conteggiare le presenze dei docenti ai corsi». Insomma, più quantità che qualità.

«L’MdS – ha dal canto suo tenuto a sottolineare l’esperto di italiano per le Scuole medie Fabio Camponovo – vuole un potenziamento della formazione continua. È un tema che ci sta a cuore». Peccato che «il datore di lavoro (il Decs, ndr) ha fatto poco per promuoverla». Per esempio, ha ricordato Camponovo, aumentando il numero di ore d’insegnamento, il che «corrisponde a un’ora in meno di lettura e di studio personale». E poi non va dimenticata «una serie di misure di risparmio» che in qualche modo tocca pure l’aggiornamento dei docenti.

Aggiornamento da ripensare quindi, magari avviando «una riflessione ampia sullo statuto professionale del docente e sulla cultura di riferimento per la formazione dell’insegnante», ha auspicato Alessandro Frigeri, che rappresenta l’MdS nel gruppo di lavoro del Decs. E in particolare andrebbero ristabilite «condizioni quadro più favorevoli». Difficile però che una soluzione in questo senso nasca in seno al gruppo di lavoro, dato che i risultati andranno presentati già in settembre.

Intanto, ha ricordato Franco Mombelli, «i docenti percepiscono, ormai da un ventennio, un progressivo scadimento delle condizioni di insegnamento e di apprendimento nella scuola ticinese». E per l’MdS la ricetta per combatterei ‘mali’ dell’educazione ha due ingredienti: un aumento «degli investimenti» e il coinvolgimento degli «insegnanti nelle decisioni sulla formazione». Altrimenti, ha avvertito Mombelli, si rischia di trasformare un’istituzione come la scuola «in un semplice servizio». Magari «low cost».

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