Mar 212012
 

di Giovanni Degiorgi – “Lettere al Corriere”, CdT, 21 marzo 2012

Scrivo in merito alla trasmissione del 14 marzo apparsa al quotidiano, RSI LA1. In questa trasmissione il capo della divisione della scuola Diego Erba invita gli aspiranti insegnanti ticinesi ad una maggiore capacità di adattamento, dichiarando che gli insegnati provenienti dalla vicina penisola sono maggiormente impegnati, più determinati e flessibili, e addirittura sono più preparati degli insegnati ticinesi.

Prima di tutto non capisco come il signor Erba riesca a determinare che gli insegnati di oltre frontiera siano più flessibili degli autoctoni. Forse perchè fanno tanti chilometri per arrivare al posto di lavoro? Visto che ci sono insegnanti che abitano nel Sottoceneri e lavorano nel Sopraceneri e vice versa non mi sembra un buon metro di giudizio.

In merito alla preparazione, mi domando se gli insegnanti del bel paese siano costretti a frequentare la DFA a Locarno come tutti gli insegnanti ticinesi, e questo vale pure per i neo laureati delle università di oltre S.Gottardo. Se non sbaglio questo obbligo cade nel caso in cui il docente frontaliere sia già abilitato; le scuole universitarie svizzere sono forse di livello inferiore rispetto a quelle italiane?

Ultimo ma non per importanza, per quanto riguarda la motivazione, se dovessimo dire ad un docente ticinese di prendere il triplo del salario per un maggiore impegno, penso che il consenso sarebbe univoco nell’accettare l’offerta, anche a scapito di qualche ora supplementare e qualche chilometro in più; tant’è vero che molti neolaureati ticinesi scelgono di lavorare oltre S.Gottardo per delle paghe che sono del 20-30 percento più elevate rispetto a quelle della Svizzera italiana.

Per concludere, il signor Erba farebbe meglio a confrontare i salari dei docenti ticinesi a quelli dei docenti degli altri Cantoni, queste disparità a livello svizzero non sono motivate. Gli alunni ticinesi sono forse più semplici da istruire rispetto a quelli del resto della Svizzera? Mi permetto un’opinione personale, come laureato, impiegato nel Canton Zurigo e ragazzo di una docente delle scuole medie. Trovo che il capo della divisione della scuola non dovrebbe lasciarsi andare a certe provocazioni ed illazioni, che non solo disturbano i ticinesi, ma infastidiscono e demotivano i bravi insegnanti indigeni che si impegnano tutti i giorni per far sì che il livello dell’istruzione rimanga sempre ottimo. Magari assumendo un frontaliere al suo posto avremmo una maggiore impegno nel motivare i docenti nel loro operato!

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