Comunicato

 Inserito da
Mar 202012
 

Presa di posizione del Movimento della Scuola sulle dichiarazioni di Diego Erba

Indignazione

Ancora una volta l’ineffabile Diego Erba, alto funzionario del DECS (direttore della Divisione scuola) ha avuto modo di distinguersi con affermazioni lesive dell’onorabilità e della deontologia dei docenti ticinesi. Intervistato mercoledì 14 marzo dal quotidiano La Regione Ticino in relazione all’aumento del numero di insegnanti frontalieri nelle nostre scuole non ha trovato di meglio da dire che questi risultano “ … più determinati dei locali, anche più flessibili. Non fanno resistenza se devono andare in una sede discosta a insegnare.” Affermazioni ribadite la sera stessa in un servizio televisivo quando, in un ipotetico confronto con i ticinesi, si è spinto a dire che i frontalieri “si preparano molto bene, si documentano, studiano i programmi …” e inoltre presentano un “fattore legato alla flessibilità e mobilità più spinto”.
Insomma questi colleghi, a suo dire, sarebbero più disposti al sacrificio, più malleabili, magari anche meno critici e più accondiscendenti dei ticinesi: una mano d’opera docile e controllabile anche in tempi di diminuita attrattiva della professione.

Il direttore della Divisione scuola lascia intendere che le difficoltà nel reclutare docenti ticinesi siano dovute alla loro scarsa flessibilità, al loro rifiuto di operare in sedi discoste. Questo non corrisponde al vero: non ci risulta infatti che ci siano state rinunce legate all’ubicazione della sede. Il vero problema, spesso minimizzato dal dipartimento, è che non ci sono sufficienti giovani docenti ticinesi per coprire tutti i posti vacanti.

L’alto funzionario si guarda bene dal considerare la scarsa attrattiva della professione per i nostri laureati, le attuali difficoltà dell’attività educativa, i continui tagli che ne hanno intaccato le retribuzioni (siamo agli ultimi posti nella media nazionale), l’aumento degli oneri lavorativi, l’aumento delle richieste formative, la scarsa considerazione del loro lavoro.
Noi siamo certi delle capacità e delle motivazioni di tutti i colleghi assunti, ma ci indigna il fatto che proprio chi dovrebbe manifestare preoccupazione per lo stato attuale della scuola non spenda una parola in tal senso e cerchi invece di introdurre una subdola differenziazione fra i candidati all’insegnamento.
Le dichiarazioni di Erba – ed è questo l’aspetto davvero intollerabile – fanno affiorare i criteri con i quali il funzionario dirigente guarda al tema delle assunzioni. Altro che qualità culturale e preparazione pedagogico-didattica, altro che conoscenza della scuola e spirito critico. In Ticino si cercano docenti con spirito d’adattamento e disposti al sacrificio.
Nell’insegnamento è un concetto nuovo, semplicemente ignobile!

Il Comitato del Movimento della Scuola

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