Mar 142012
 

LaRegione, 14 marzo 2012

Fare il docente a Como o a Lugano, a livello di salario, fa una bella differenza: in Ticino si incassa il 30-40% in più. Nel privato, la paga è attorno ai 45-50 franchi all’ora, misera per un residente, comunque allettante per chi viene da oltre confine.
Dove all’ora un insegnate incassa attorno ai 18-22 euro. «I salari nel pubblico sono più alti del privato, ma comunque buoni per un italiano. Di docenti bravi ce ne sono anche in Ticino,ma non sono allettati dalle remunerazioni del privato», spiega Filippo Di Venti, direttore della Scuola della commerciale, gruppo scuole Schenardi.

Il direttore del DS, Diego Erba

Il direttore del DS, Diego Erba

Analizziamo con Diego Erba il vertiginoso aumento dei frontalieri nell’istruzione dal 2006 ad oggi: «Va precisato che il campo dell’insegnamento è molto vasto. Comprende le scuole cantonali, dalle elementari all’università, quelle private, ma anche varie attività di insegnamento, come i maestri di guida, i corsi sportivi, di lingue… Occorre distinguere i dati relativi al settore dell’istruzione rispetto a quelli delle scuole pubbliche», precisa il capo della Divisione scuola.

Ecco allora una fotografia dei frontalieri nella scuola pubblica. «Su 3’600 docenti cantonali, cento sono frontalieri, rappresentano il 2,8%. Sono leggermente aumentati negli ultimi tre anni, erano 72 nel 2009», spiega Erba. E anche nell’ultimo concorso l’interesse si mantiene forte: «Abbiamo avuto in totale 2’200 concorrenti, di cui 700 nuovi. Di questi, quasi 300 vengono dall’estero, soprattutto dall’Italia», precisa. Non trovano lavoro in Italia, sono attratti dal salario e hanno spesso tutte le carte in regola. «A volte sono più determinati dei locali, anche più flessibili. Non fanno resistenza se devono andare in una sede discosta a insegnare. Mentre alcuni residenti a volte pensano che tutto sia dovuto. In ogni caso i docenti frontalieri che entrano nella scuola pubblica hanno superato tutte le prove e hanno una valutazione migliore rispetto ad altri candidati».

Ma ricordiamo che, fino a qualche anno fa, nel bando di concorso si chiedeva ai candidati, oltre all’italiano, anche la conoscenza di due lingue nazionali. Un ricorso al Tramha bloccato questa procedura ritenuta dai giudici «lesiva degli Accordi bilaterali sulla libera circolazione delle persone».Ma qualche dogana per limitarne l’accesso è rimasta. «Le lingue nazionali sono rimaste come elemento preferenziale, ma non esclusivo.Mi spiego, se ho due candidati in finale, con la stessa valutazione, scelgo quello che conosce le lingue nazionali. Così riusciamo a contenere l’afflusso di frontalieri ». E non è tutto. «Infatti sono state inasprite anche le disposizioni, con il concorso 2012-2013 sarà data preferenza ai candidati che conoscono le lingue nazionali, il territorio, la sua cultura, la sua storia, le sue istituzioni,cantonali e nazionali. Lo ha deciso il parlamento modificando la Lord».

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