Mar 102012
 

Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha recentemente istituito un gruppo di lavoro incaricato di rivedere i principi su cui si basa l’attuale “Legge concernente l’aggiornamento dei docenti”. Si tratterebbe, come verosimilmente già sapete, – in risposta a un’iniziativa parlamentare – di introdurre forme di monitoraggio dell’aggiornamento nonché di fondare modalità di controllo e qualifica professionale dell’insegnante.

Il Movimento della Scuola, consapevole dell’importanza del tema e cosciente del rischio di una concezione sostanzialmente amministrativa della formazione continua dell’insegnante, ha elaborato il seguente documento con lo scopo di fissare alcuni punti fermi sui quali basare la riflessione e il dibattito.

I colleghi che condividono l’impostazione generale del documento sono invitati a sottoscriverlo. Per scaricare il documento con il formulario per la sottoscrizione da appendere all’albo della vostra aula docenti, cliccate qui.

 

Principi per la definizione di una politica della formazione continua dei docenti

  • La formazione continua è parte integrante della professione docente.
  • La formazione continua è un diritto/dovere dell’insegnante e contribuisce a definirne la specificità professionale.
  • La formazione continua rappresenta un investimento importante nel campo educativo e della qualità della professione.
  • Il datore di lavoro si adopera affinché nell’attività regolare dell’insegnante siano promossi e riconosciuti come componenti costitutive del profilo professionale lo studio, la ricerca, l’approfondimento, la lettura, la riflessione critica, la sperimentazione pedagogica, l’autonomia didattica.
  • L’obbiettivo aumento dell’onere lavorativo che ha contraddistinto la professione negli ultimi decenni ha ridotto il tempo disponibile per le attività di aggiornamento personale: è responsabilità ineludibile del datore di lavoro ristabilire le condizioni affinché sia possibile una efficace politica della formazione continua.
  • Ogni modifica delle disposizioni concernenti l’aggiornamento dei docenti comporta una riflessione ampia, che coinvolge lo statuto professionale del docente e la cultura di riferimento per la formazione dell’insegnante (formazione iniziale e formazione continua).
  • Una formazione efficace deve saper coniugare gli obblighi iniziali (di tipo scientifico e pedagogico-didattico) con le successive opportunità formative. In quest’ottica è necessario un ripensamento della formazione iniziale attualmente prevista.
  • È inopportuno (e persino improduttivo) un concetto di aggiornamento che coincida con l’idea di un numero predeterminato di corsi e di ore da assolvere. Allo stesso modo è ambigua (e persino pericolosa) l’idea di usare la formazione continua come strumento di valutazione dell’insegnante.
  • Il principio della responsabilità individuale dell’insegnante (cfr. Legge concernente l’aggiornamento dei docenti) resta determinante per un’adesione critica e costruttiva a un progetto formativo nel corso della carriera. Il valore dell’autoformazione in risposta a bisogni individuali non è in discussione.
  • La promozione di una cultura della formazione continua si definisce in termini di accompagnamento nella professione: un accompagnamento qualificato e istituzionalmente condiviso. Solo l’adesione dell’insegnante a un accordo sui principi e sulle forme operative di un progetto istituzionale garantisce il successo di un’iniziativa di formazione.
  • La formazione continua risponde ad esigenze professionali (scientifiche, didattiche, pedagogiche, psicologiche) ma anche alla necessità di salvaguardare lo statuto intellettuale e culturale della professione. Le dimensioni didattiche e pedagogiche sono componenti importanti ma certamente non esclusive di un progetto formativo.
  • È opportuna la definizione – in accordo con gli insegnanti e i quadri della scuola – di un progetto strutturato che disegni uno sviluppo professionale e che:
    • offra opportunità concrete per una (ri)qualifica professionale;
    • punti sulla qualità più che sulla quantità della formazione;
    • riconosca l’impegno del docente per una formazione ricorrente;
    • garantisca istituzionalmente spazi e tempi per la formazione, nonché il suo finanziamento.
  • La promozione di una cultura della formazione continua è possibile se:
    • le attività previste vengono riconosciute in termini di tempo nell’onere di lavoro del docente;
    • i contenuti e le iniziative di formazione sono discussi e concordati con gli insegnanti;
    • è garantita una formazione di alto profilo qualitativo;
    • l’impegno di formazione è riconosciuto indipendentemente dal sistema dei crediti ECTS.

 

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