Gen 032012
 

Si riapre il dibattito sul Dfa e la formazione dei docenti. Un dossier in cantiere

laRegione, 3 gennaio 2012

La partenza della direttrice Nicole Rege Colet ha solo divaricato la ferita; l’ha esplicitata, espressa. In realtà lo stato di salute della formazione dei docenti ticinesi è da tempo nell’occhio del ciclone per una scelta – il passaggio dell’ex Alta scuola pedagogica (Asp) alla Supsi tramutatasi così in Dipartimento formazione e apprendimento (Dfa) – digerita con fatica, almeno da una parte del mondo scolastico. Poi vi è il bollettino della ricerca internazionale Pisa, da tempo poco clemente col sistema scolastico ticinese. E ancora, c’è chi si chiede qual è oggi il vero ruolo della scuola, dopo stagioni non sempre tranquille. Insomma, mai come in questi tempi la formazione ticinese è stata tema di discussione e divisioni. Un simile periodo, con l’aggiunta delle agitazioni studentesche, lo si ritrova solo nel 1968 che vide – non a caso – l’allora Magistrale testa d’ariete del movimento di protesta. Sono passati quarantaquattro anni e la polemica, per forza di cose, ha preso un’altra piega (meno ideologica), ma il tema è sempre quello: quale pedagogia? FabioMerlini, professore e filosofo, lo scorso 23 dicembre sulle colonne di questo giornale ha preso il toro per le corna e posto le domande di fondo: che educazione vogliamo per i nostri figli? Domanda che richiama immediatamente un’altra; quale formazione per i formatori, per i docenti? Oggi proponiamo (qui sotto) il contributo di Ugo Balzaretti, insegnante di lungo corso ora occupato altrove. Vogliamo così arricchire il dibattito su un capitolo certo essenziale del nostro futuro, o meglio del futuro delle nuove generazioni. Dibattito che peraltro verrà rilanciato prossimamente dalla rivista “Verifiche” e dal “Movimento della Scuola” che hanno elaborato un sostanzioso dossier (35 pagine) intitolato emblematicamente “Dfa: una questione aperta”. Nel dossier si affronta «un tema di scottante attualità, che ha sollevato non poche polemiche nel corso degli ultimi mesi sfociate, tra l’altro, nell’allontanamento della direttrice del Dfa Nicole Rege-Colet» come precisano i promotori che presenteranno le proprie ragioni ai media durante una conferenza stampa promossa per settimana prossima, l’11 gennaio. «I vari contributi – si aggiunge nella nota di presentazione dell’appuntamento citato – ci sembrano particolarmente interessanti in quanto non si limitano a presentare i problemi contingenti, come già esposto in vari articoli apparsi recentemente sulla stampa, ma propongono un’attenta analisi di fondo relativa alle modalità di gestione ma soprattutto agli orientamenti adottati dalla scuola che forma i futuri insegnanti». Dunque il dibattito è lanciato e non finirà tanto presto. Questa almeno è la sensazione.

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